
Questa ricetta è l’elaborazione – durata una decina d’anni – di un piatto che ho avuto il piacere di gustare sull’Isola di’Ischia, al ristorante “Da Maria” sulla spiaggetta di Carta Romana.
Purtroppo il ristorante “Da Maria” si può raggiungere solo in barca, ma se raggiungete il porticciolo di Ischia Ponte, nella parte antica dell’isola, troverete senz’altro un barchino il cui gentilissimo marinaio – per pochi euro – vi accompagnerà da Maria per poi venire a prelevarvi, alla fine del vostro pranzo, e riportarvi sulla terraferma.
Il piatto originale erano gli “Spaghetti a modo mio”, offerti dal gestore del locale insieme a piatti dai nomi più accattivanti (e conosciuti): linguine allo scoglio, spaghetti alle vongole, risotto alla pescatora. Ma la mia curiosità, all’enunciazione di questo nome sibillino, fu subito alta e li scelsi subito.
Si tratta di vermicelli conditi un sugo fatto con olive verdi e nere, uva passa, pinoli e pomodorini, profumato con foglie di basilico. Una elaborazione di una ricetta più vecchia e tradizionale conosciuta come “Puttanesca”.
Nel corso degli anni ho aggiunto alcuni ingredienti, applicati alcuni accorgimenti ed ulteriormente “contaminato” la ricetta con altri sapori, creando un ensemble molto gustoso (e non solo il solo a pensarla così). E’ così nata la “Pasta alla CI” (dall’iniziale del mio nome) come hanno voluto chiamarla gli amici ai quali l’ho cucinata spessissimo.
E allora ecco ingredienti e procedimento:
500 g. vermicelli (personalmente preferisco Garofalo, Amato, Pasta di Gragnano dei supermercati Coop)
100 g. pancetta affumicata a dadini
100 g. olive verdi e nere (quelle in salamioa che denocciolerete all’atto della preparazione)
300 g. pomodorini freschi (o una scatola di quelli già scottati)
una manciata di pinoli
una manciata di uva passa
uno spicchio d’aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
parmigiano reggiano
qualche fogliolina di basilico
olio
sale
peperoncino q.b.
Mettete l’olio nella padella larga, aggiungete l’aglio sbucciato e SCHIACCIATO (non fatto a pezzettini) e lasciate imbiondire, bagnate con poco vino e lasciate sfumare.
Aggiungete la pancetta ed il peperoncino, le olive verdi e quelle nere ed ancora poco vino.
Quando sarà sfumato per metà (terrete un po’ di liquido sul fondo) aggiungete l’uvetta e lasciate che pancetta ed uvetta assumano un aspetto rosolato.
Aggiungete il rimanente vino bianco e sfumate per metà ed infine aggiungete i pomodorini e mezzo bicchiere d’acqua. Coprite e lasciate andare a fuoco medio rimescolando con il cucchiaio di legno, raschiando bene il fondo della padella per evitare che il sugo si attacchi.
In una piccola pentolina, meglio se antiaderente, mettete i pinoli e ponete sul fuoco, scuotendoli ogni paio di munuti facendo attenzione che non brucino. Quando saranno un po’ abbrustoliti spegnete e teneteli da parte.
Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata (1 litro per ogni 100 grammi di pasta) facendo attenzione al tempo di cottura (meglio assaggiare a partire dai 6-7 minuti di cottura).
Con un forchettone estraete dall’acqua gli spaghetti portati a cottura e poneteli direttamente nella padella col sugo che nel frattempo avrete rimesso sul fuoco e spadellate per qualche istante, assicurandovi che la poca acqua di cottura amalgami e sciolga per bene il sugo e lo faccia aderire bene alla pasta.
Aggiungete i pinoli tostati ed una manciata di parmigiano grattugiato et voilà.
Leggi il post originale: La Pasta alla CI: variazioni sul tema del sugo alla puttanesca

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